Se fosse per Putin e Trump, “L’Europa verrebbe cancellata entro vent’anni”: ma qual è la strategia del terrore che i due leader stanno attuando?
Putin e Trump non sono più antagonisti freddi, ma alleati strategici in un gioco di potere che trascende confini, ideologie, vecchi equilibri. Dopo il summit del 15 agosto in Alaska, e gli scontri diplomatici che ne sono seguiti, è evidente che Washington — sotto l’ala del tycoon — non cerca più solo un accordo per l’Ucraina. Vuole riscrivere la gerarchia globale. E l’Europa? Brusca, spaesata, forse ingenua. Davanti a un bivio geopolitico: aderire al nuovo patto russo-americano, oppure difendere la propria sovranità. Alcuni leader — tra cui quelli di Bruxelles — parlano di interferenze inaccettabili, di un tentativo di destabilizzazione interna, di un’Europa che rischia di diventare merce di scambio.
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Ma la strategia Kremlin-Friendly affila le sue armi: propaganda, pressione economica, e la leva della paura. Se Trump alza il tiro su Ucraina e sanzioni, Putin risponde con minacce dirette: “Se l’Europa vuole la guerra, siamo pronti”.Il risultato? Un continente diviso, un’idea di Europa che vacilla, e un 2026 che potrebbe vedere la nascita di un nuovo ordine mondiale. L’UE deve decidere se difendere libertà e democrazia… o chinarsi a un ricatto a tre.






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