Cina-Taiwan, Pechino stringe il cerchio: esercitazioni militari intorno all’isola e Taipei avverte: “Reagiremo”
La tensione tra Cina e Taiwan torna a salire, e lo fa nel modo più diretto possibile: navi militari, aerei da combattimento e simulazioni di accerchiamento. Nelle ultime ore Pechino ha avviato nuove esercitazioni militari su larga scala intorno all’isola, coinvolgendo forze navali e aeree in quella che viene definita un’operazione di “prontezza operativa”. Tradotto: una dimostrazione di forza chiara e deliberata. Secondo fonti ufficiali cinesi, le manovre servirebbero a “contrastare le provocazioni indipendentiste” e a testare la capacità di risposta dell’Esercito Popolare di Liberazione.
Ma a Taipei la lettura è molto diversa. Il governo taiwanese parla apertamente di pressione militare crescente e ha fatto sapere che le forze armate sono state messe in stato di allerta, pronte a reagire a qualsiasi violazione dello spazio aereo o marittimo. Negli ultimi giorni sono stati segnalati numerosi ingressi di jet cinesi nella zona di identificazione di difesa aerea di Taiwan, accompagnati da movimenti navali coordinati. Uno schema già visto, ma che ora assume un peso politico maggiore: il messaggio di Pechino è che la questione Taiwan non è negoziabile. Il contesto internazionale rende tutto ancora più delicato. Gli Stati Uniti continuano a ribadire il loro sostegno a Taipei, pur mantenendo una linea ufficialmente ambigua, mentre l’Unione Europea osserva con crescente preoccupazione.
Il rischio non è solo militare, ma geopolitico: qualsiasi errore di calcolo potrebbe innescare una crisi regionale con effetti globali, soprattutto sul piano economico e tecnologico. Taiwan, dal canto suo, non arretra. Le autorità hanno ribadito che l’isola difenderà la propria sovranità e che non accetterà intimidazioni. Il messaggio è netto: Pechino può esercitarsi quanto vuole, ma Taipei non intende farsi trovare impreparata.






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