Donald Trump è un uomo finito. Finito, nel senso che lo odia chiunque: si è inimicato quanti più stati possibili -che, tuttavia, tendono a salvarsi la faccia con l’unica arma della paraculaggine, sempre finchè la situazione è ancora gestibile-. Finito, nel senso che ogni volta che proviamo a domandarci cosa abbia apportato di buono il secondo mandato di Trump al governo statunitense, finiamo inevitabilmente per metterci le mani tra i capelli e fare infinite ricerche su Google per capirci qualcosa. A dirla com’è, Donny è riuscito anche a fare del male alla sua stessa patria, avviando un grosso declino commerciale che nessuno avrebbe mai immaginato post pandemia -periodo, per altro, nel quale cani e porci elogiavano l’economia statunitense proprio per la sua resilienza-.

I segnali di allerta per l’economia statunitense sono tornati altissimi di recente e lo stesso Donny ha dovuto ammettere che la guerra dei dazi – che non ha alcuna intenzione di alleggerire – porterà un certo disagio economico ai suoi connazionali (ma dai, come se non l’avessimo già capito anche noi che siamo all’estero). Eppure, il Tycoon non arretra di un passo e anzi, difende il suo piano di rendere di nuovo gli USA la più grande economia del mondo attraverso i più ampi aumenti tariffari in un secolo. Questo, ovviamente, non senza ammettere che la sua politica avrebbe generato l’entrata di “trilioni e trilioni” di dollari e riequilibrato le relazioni commerciali che ha definito -a più riprese- ingiuste.

Ma, se ci spostiamo fuori dagli Stati Uniti (dove perlomeno la gente gode di un’avanzatissima militarizzazione delle armi da anni) e diamo uno sguardo all’Europa, capiamo ancora di più perchè Trump sia un uomo finito, e noi insieme a lui. Un aspetto fondamentale da considerare è il rifiuto di Donald Trump di riconoscere l’autorità del diritto internazionale. La famosa frase “non ho bisogno del diritto internazionale” mette in luce una visione del mondo che si allontana dalle convenzioni stabilite. In buona sostanza: ‘sticazzi. ‘Sticazzi della Nato, ‘sticazzi delle alleanze nate per scongiurare il rischio di altre guerre dopo la seconda grande guerra e ‘sticazzi pure dei rapporti diplomatici con gli altri stati, “tanto io sono io, decido io, e quindi ‘sticazzi”.

In questo contesto, i diplomatici europei si trovano in una posizione difficile: da un lato, devono affrontare le conseguenze delle politiche statunitensi, dall’altro, devono trovare modi per preservare i propri interessi nazionali. Un esempio inquietante di questa nuova strategia è l’operazione militare contro il Venezuela, culminata nel rapimento del presidente Maduro. Questa azione è emblematica per la violazione delle norme internazionali e riflette quello che è un cambiamento significativo nel modo in cui gli Stati Uniti si relazionano con altri stati sovrani. Donny è diventato un po’ un gangster internazionale, segnato da una politica tragicomica che lo rende un uomo finito. Finito, nel senso che se oggi fosse arrestato e andasse a farsi la doccia nelle carceri, non avrebbe solo i criminali russi pronti ad accoltellarlo, ma anche quelli cinesi, palestinesi, iraniani ed europei (a parte l’Italia, naturalmente, che con la premier Meloni s’è garantita di assaporare il didietro di Donny a vita).

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